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ANTONIO
ALBERTI

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Antonio Alberti (2003) è un artista visivo nato e cresciuto a Trieste. La sua ricerca inizia presso il Liceo Artistico Enrico Nodio, approfondendo i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Brera. Percorso che parte dal digitale, approdando in seguito nella sperimentazione materica.

 

La sua pratica indaga sul rapporto tra figura e superficie fisica attraverso processi di stratificazione che coinvolgono bioplastiche e cera, materiali scelti per la loro ambiguità temporale e per la capacità di trattenere tracce, impronte, residui.

L’immagine non è mai concepita come superficie conclusa, ma come campo di trasformazione, in cui il tempo diventa un agente plastico.
 

La mitologia greca costituisce un riferimento strutturale della sua ricerca: non come repertorio iconografico, ma come sistema narrativo legato all’infanzia, alla memoria e alla costruzione dell’immaginario. I miti vengono trattati come forme archetipiche capaci di riemergere nel presente, svincolate dalla dimensione storica e riattivate attraverso materiali e processi contemporanei.

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LOUIS
JACQUET

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Louis Jacquet (Parigi, 2004) è un artista e ricercatore la cui pratica si fonda sul dialogo tra eredità classica e linguaggi contemporanei. Formatosi tra il Lycée Henri IV di Parigi e l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, ha approfondito la sua ricerca durante un anno di studio presso la Facoltà di Belle Arti di Barcellona.

La sua indagine si concentra sul tema iconografico della Caduta degli Angeli, esplorato attraverso il disegno, la pittura di gran formato e la scultura.  
Sviluppa la trasformazione del corpo dal gesto manuale della terracotta, alla sua rielaborazione digitale.

Nelle sue opere pittoriche, spesso realizzate su teloni plastici industriali, Jacquet unisce una sensibilità archeologica a materiali moderni, cercando di "invertire la violenza" del dolore in una trasfigurazione luminosa. La sua produzione è supportata da un corpus di oltre
2.500 disegni raccolti in 125 taccuini, che costituiscono il nucleo della sua riflessione sulla fragilità e la verticalità del corpo.

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